L'Associazione PIWI

L’eccellenza delle uve da varietà resistenti riunite in un’associazione che si occupa della promozione e dell’informazione sul territorio della filosofia PIWI e dei vini ottenuti da varietà resistenti.

A seguito delle autorizzazioni a coltivare queste tipologie di viti; nel 1999 ad Einsiedeln (Svizzera) si costituì l’associazione “PIWI International” con lo scopo di raggruppare le cantine produttrici di vini ottenuti da vitigni resistenti e promuovere lo scambio di informazioni tra esse. Ad oggi sono circa 400 i produttori iscritti e circa 2000 i soci simpatizzanti tra enologi, vivaisti e tecnici del settore.                                                                                   

Le nazioni dove si utilizzano i vitigni PIWI sono le seguenti: Austria, Svizzera, Liechtenstein, Germani, Rep. Ceca, Ungheria, Slovenia, Polonia Belgio, Francia, Regno Unito, Irlanda, Danimarca, Svezia, Norvegia, Canada e Cina.                                           

In Italia, attualmente, solo in alcune regioni, soprattutto nel Nord-Est, è possibile coltivare queste nuove varietà.

La prima autorizzazione di impianto dei “vitigni resistenti” è avvenuta nella provincia di Bolzano, grazie alle sperimentazioni fatte dagli Istituti di San Michele all’Adige, Laimburg e Fondazione Mach e quindi alla costituzione della prima PIWI regionale italiana dell’Alto Adige nel 2003, integrata dalla PIWI Trentino nel 2010, con i primi vigneti autorizzati lungo la Val d’Adige da Egna e scendendo fino a Trento, coinvolgendo anche la Cantina Sociale di Trento. Nel 2015 la Regione Veneto definì le varietà resistenti Iper-biologiche e, grazie all’intervento di Veneto Agricoltura e della Scuola Enologica di Conegliano che hanno analizzato le caratteristiche organolettiche delle uve, si è proceduto all’autorizzazione di tutte le venti varietà iscritte al Ministero delle Politiche Agricole. Nello stesso anno a Mel (Belluno) si costituì la PIWI Veneto. Nell’anno successivo (2016) a seguito delle autorizzazione di impianto è stata costituita la PIWI Lombardia.

I Vitigni Resistenti in Friuli Venezia Giulia

Il Friuli ha percorso una via sostanzialmente diversa, approcciando la ricerca grazie ai Vivai Cooperativi di Rauscedo e all’Università di Udine.

Già nel 2006, i Vivai Cooperativi Rauscedo avevano percepito la necessità di dare risposte concrete alle emergenti necessità in tema di sostenibilità vivaistico-viticola; per tale motivo hanno instaurato una proficua collaborazione con l’Università di Udine e l’Istituto di Genomica Applicata con l’obiettivo di mettere a disposizione dei viticoltori nuove varietà di uva da vino resistenti alle più pericolose malattie.

Le prime dieci varietà italiane resistenti, di cui VCR è licenziatario esclusivo, sono il risultato di un lungo percorso di molti anni. L’ultima tappa di questo progetto riguarda la valutazione agronomica ed enologica dei nuovi vitigni, ed ha consentito l’iscrizione al Catalogo Nazionale nel 2015 di: FLEURTAI® (B.) SORELI® (B.) SAUVIGNON KRETOS® (B.) SAUVIGNON NEPIS® (B.) SAUVIGNON RYTOS® (B.) MERLOT KHORUS® (N.) MERLOT KANTHUS® (N.) CABERNET EIDOS® (N.) CABERNET VOLOS® (N.) JULIUS® (N.) e la successiva loro diffusione in Italia e all’estero. Oggi, dopo aver raggiunto questo primo traguardo, la valutazione è concentrata su sette nuovi vitigni, sempre costituiti dall’Università di Udine nati dall’incrocio di Pinot nero e Pinot bianco con nuovi e più performanti donatori di resistenza, tra cui il “99-1-48” cortesemente fornito dall'ibridatore Pal Kozma. Tra questi sarà richiesta l'iscrizione al Catalogo nazionale di quattro nuovi incroci: 109-033 (B.) 109-052 (B.) 156-537 (N.) 156-312 (N.).  Nelle pubblicazioni Quaderno 18 dei Vivai di Rauscedo sono elencate tutte le caratteristiche organolettiche e le esperienze in campo degli ultimi sette anni.

Nel 2018 la Regione Friuli ha autorizzato (seppure in osservazione) l’impianto delle varietà resistenti sopra elencate e sulla base di questo storico risultato è stata fondata l’associazione “PIWI Friuli Venezia Giulia”, con lo scopo di unire l’eccellenza delle aziende regionali che producono vini da varietà resistenti e promuovere l’interscambio di informazioni riguardanti questa tipologia di viticultura.

Sauvignon Kretos
Sauvignon Kretos

L'associazione "PIWI Friuli Venezia Giulia"

L’Associazione ha lo scopo principale di raggruppare i produttori da varietà resistenti, i simpatizzanti e gli operatori di settore con l’intento di diffondere e promuovere la sostenibilità viticola attraverso un modo di gestire il vigneto “oltre il biologico”, contenendo gli interventi di difesa e incentivando la naturalezza delle uve.

Sostenibilità dentro il vigneto, attorno al vigneto, e a favore del consumatore è lo slogan primario.

L’Associazione ha un proprio atto costitutivo regolarmente registrato e uno statuto che sono stati approvati dalla “PIWI INTERNATIONAL”.

Lo statuto prevede due categorie di associati, gli Ordinari e i GOLD.

La categoria GOLD raggruppa tutti coloro che:

  • Hanno piantato un vigneto resistente tracciabile e individuabile;
  • Presentano una scheda tecnica di gestione a fini statistici del vigneto;
  • Presentano una denuncia delle uve prodotte;
  • Presentano una documentazione di conduzione in conversione BIO o certificazione Global Gap.
  • Hanno una dichiarazione di resa massima consentita per ettaro rapportata alla DOC di appartenenza.

I soci hanno la possibilità di utilizzare il marchio “PIWI Friuli Venezia Giulia” nella loro documentazione e di partecipare alle degustazioni itineranti e masterclass con i loro vini, nonché di sviluppare un trend di mercato riconoscibile e certificato.

L’obiettivo è lo sviluppo di incontri itineranti di confronto e osservazione tra le varie Province, documentando aspetti agronomici ed enologici diversi e fornire supporto statistico certo alla ricerca.

Gli associati Ordinari sono tutti coloro che simpatizzano e partecipano alle attività ed eventi programmati.

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