PIWI & Terre di Ger: da tre anni guardiamo al futuro
Terre di Ger, casa vinicola e vigneto, a Frattina di Pravisdomini (PN) - Italia
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PIWI & Terre di Ger: da tre anni guardiamo al futuro

Dal 2015 a Terre di Ger piantiamo vitigni resistenti. Ora che il futuro è diventato presente, siamo orgogliosi di essere andati in contro tendenza e aver investito sulle PIWI.

 

Terre di Ger ha cominciato a piantare vitigni resistenti nel 2015, andando fortemente controcorrente rispetto ai produttori che si concentravano su Glera e Prosecco. Attualmente abbiamo circa venti ettari a vigneti resistenti e ne pianteremo altrettanti durante il 2019. Il 23 gennaio scorso sono stati anche presentati per la prima volta, durante l’incontro di PIWI International a Monaco, i vini di pianura veneti e friulani, una novità che risulta un punto di partenza per allargare gli orizzonti e i mercati.

Primo banco di degustazione PIWI in Italia.

Dopo l’approvazione delle varietà resistenti in Friuli-Venezia Giulia e la fondazione dell’associazione regionale, ecco un altro piccolo grande traguardo per chi, come noi, crede fortemente nella rivoluzione PIWI: il 27 gennaio scorso si è tenuto, a Milano, il primo banco di degustazione ufficiale di vini a varietà resistenti in Italia. Noi di Terre di Ger eravamo presenti, a rappresentanza del Friuli, insieme ad una ventina di produttori provenienti da Trentino-Alto Adige, Valle d’Aosta, Lombardia e Piemonte ed è stata un’occasione importante per dialogare e far conoscere questa realtà ai partecipanti. Intervenire in questo evento e poter far assaggiare i nostri vini ci ha dato la conferma che il pubblico dimostra sempre più curiosità verso i vitigni resistenti.

Vigneto tradizionale vs vigneto resistente.

Attualmente nel Nord-Est Italia c’è grande tensione sociale contro il vigneto. In primo luogo, il numero smisurato di impianti di Prosecco, Glera e Pinot Grigio hanno fatto sì che in tutta la pianura padana ci sia una sovrapproduzione di uva bianca che il mercato fa fatica a smaltire con la conseguenza di un forte abbassamento dei prezzi. D’altro canto, l’opinione pubblica è allarmata dal fatto che i vigneti siano sempre più vicini a luoghi sensibili come scuole, supermercati, asili e si sta sempre di più convincendo a piantare vigneti a varietà resistenti che necessitano di 3-4 trattamenti chimici annuali rispetto ai 15-16 dei tradizionali, a beneficio della salute.
Noi siamo innamorati del nostro territorio e la scelta di portare avanti questa filosofia non dipende dalla pressione sociale che è in atto: piantiamo vitigni resistenti perché siamo convinti che nella scala delle priorità ci debba essere la salute di chi lavora in vigna e chi vive attorno ad essa, oltre che ad ottenere di conseguenza un prodotto più naturale, senza agenti chimici.

Il futuro è diventato presente.

Oggi stiamo cercando, non senza fatica, di creare un mercato per questa tipologia di vino, con precisa attenzione alla differenza delle varietà, alla compatibilità del territorio e alle potenzialità del vitigno.
Siamo soddisfatti che le nostre scelte, allora fortemente criticate, siano in questo cruciale momento di esempio per coraggio e iniziativa. La strada è ancora lunga e in salita ma i primissimi risultati cominciano ad arrivare e questo non fa altro che accrescere la nostra voglia di lavorare sui nostri progetti che riguardano le PIWI.